Al termine di quello che era un vasto piazzale, dove il tracciato inizia a curvare per dirigersi verso Fermo, vi era, proprio a ridosso dell’ex passaggio a livello FS, la pesa del vecchio consorzio agrario, utile per visualizzare lo scartamento della ferrovia e confrontarlo con quello utilizzato dalle FS. La ferrovia, contrariamente a come viene spesso erroneamente pensato, non utilizzava lo scartamento ridotto, che corrisponde ad un passo compreso tra 650 ed 850 mm, bensì lo scartamento metrico avente passo compreso tra 864 e 1265 mm. Lo scartamento della nostra linea è di 950 mm (tecnicamente: “metrico italiano”); Lo scartamento classico (ordinario) misura invece tra 1270 e 1495 mm (1435 mm per le FS). E’ però doveroso segnalare che in alcuni testi con la definizione “ridotto” vengono compresi tutti gli scartamenti inferiori all’ordinario. Il pianale di pesa testimonia chiaramente ciò: esso è infatti adatto sia a carri aventi scartamento metrico che ordinario. Gli scartamenti, di passo inferiore, sono utilizzati nella realizzazione di linee ferroviarie aventi acclività e tortuosità elevate, come la nostra ma, di contro, rende più critico raggiungere alte velocità. In verità il tratto più tortuoso ed acclive non è, come si sarebbe portati a pensare, quello conclusivo che giunge ad Amandola, bensì quello compreso tra le stazioni di Porto San Giorgio e Monturano. La salita e/o discesa verso/da Fermo impegna un dislivello di più di 200 metri e curve aventi un raggio improponibile per un normale tracciato ferroviario. Tutto ciò per poter posizionare la stazione di Fermo a ridosso dell'abitato; oggi un'eventuale stazione anche fosse collocata nella zona di Campiglione non creerebbe soverchie polemiche, ma a quei tempi ... . Unitamente ad altri problemi, fu infatti questa distanza delle stazioni, situate nel fondovalle, dagli abitati posti in collina a condannare già dalla nascita la travagliata vita della ferrovia; oggi infatti aree come Campiglione, Piane di Montegiorgio, Piane di Falerone ecc... sono veri e proprie città ma, a quei tempi, vi era solamente campagna con poche case coloniche e qualche osteria. Furono proprio le stazioni il primitivo nucleo aggregativo intorno alle quali iniziò l'inurbazione delle aree di fondovalle, ma quando questa ebbe raggiunto un livello cospicuo ... per la ferrovia era già troppo tardi!

 

Nel 2006 tutta l'area della stazione è stata riqualificata; il vecchio consorzio agrario abbattuto e della pesa si sono perse le tracce. Con un poco di lungimiranza la si sarebbe potuta preservare mantenendola nei pressi della stazione, quale testimonianza

Stazione di Porto San Giorgio

 

[0,602 Km - 5,63 mt slm]

 

La stazione, situata circa 500 mt. a sud dell'attuale stazione FS ed oggi compresa tra l’attuale linea FS e via Repubblica, non era il reale capolinea ad est della ferrovia. Essa era ufficialmente denominata come “Porto San Giorgio–Transito”, e neppure compariva all’interno degli orari ufficiali. In effetti il tracciato ferroviario vero e proprio – per favorire l’interscambio con la stazione delle Ferrovie Meridionali - iniziava presso quella che oggi è piazza Marina; si deduce ciò sia dalla carta topografica, sia dal chilometraggio progressivo che pone la detta stazione al Km 0.602 del tracciato. Vi sono infatti degli orari che riportano solamente “Porto San Giorgio Marina”  ed, a seguire, la successiva fermata (facoltativa) del “Casello n.1”.  Lungo queste prime centinaia di metri la linea correva all’interno della sede stradale utilizzando il cosiddetto binario a “controrotaia”  come accade per le linee tranviarie e gli attraversamenti posti in corrispondenza dei passaggi a livello; praticamente la stessa situazione che si ritrovava per il tronco tramviario che raggiungeva il centro storico di Fermo dalla diramazione presso la “fermata Cimitero”. Inizialmente era previsto, razionalmente, che il binario fosse contiguo quello della linea Adriatica ponendolo all'interno dell'area della stazione. Ma le ferrovie obiettarono che dovendosi al più presto effettuare il raddoppio della linea Ancona - Pescara, l'area della stazione era già impegnata dal nuovo fascio di binari (il raddoppio in effetti ci fu ma, solamente negli anni '50 !!!).

 

 

La stazione si sviluppava su due piani poiché di I classe, così come quelle di Fermo ed Amandola,ed aveva a fianco il magazzino merci che balza subito all'occhio poiché di colorazione differente avente un tono più scuro. Al magazzino si poteva accedere anche internamente alla stazione salendo alcuni gradini poiché il suo piano era sopraelevato all'altezza del pianale dei carri.  [Visualizza Tratta]

 

 

 

 

fermoimmagine.info  -  Sito ideato e realizzato da Pino Bartolomei  FERMO FM     © MMXVI

Privacy Policy / Cookie Policy