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BACINO DEL TRONTO

 36 strutture ( 13 scomparse)

Struttura 100

Bacino Tronto – Fiume Tronto – Comune di Arquata del tronto AP

1893: Mulino Cavarocchia  – 1895: Non cartografato – 1950: Non cartografato

 

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Struttura 101

Bacino Tronto – Fiume Tronto – Comune di Arquata del tronto AP

1893: Mulino Trisungo  – 1895: Simbolo  – 1950: Non cartografato

 

 

Lo scomparso mulino, di proprietà Calvelli, venne ceduto agli inizi del XX secolo alla famiglia Petrucci , che gestisce l’attuale mulino a cilindri.

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Struttura 102

Bacino Tronto – Fiume Tronto – Comune di Acquasanta terme AP

1893: Mulino Quintodecimo  – 1895: Non cartografato  – 1950: Non cartografato

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TORRENTE CHIARINO km 10

 

Struttura 103

Bacino Tronto – Torrente Chiarino  – Comune di Arquata del Tronto AP – quota 970 mt slm

1893: Mulino di Colle  – 1895: Non cartografato – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

 

Del mulino di Colle nulla resta. Rimangono solo pochi ruderi difficilmente interpretabili come struttura di un mulino a meno di non esservi condotti. Scendendo nel torrente e risalendo brevemente l’opposto versante, lo si rinviene proprio al disotto dei piloni del nuovo ponte sul Torrente Chiarino che in questo tratto segna il confine con il Lazio. La proprietà sembra fosse della famiglia Iacopini.

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FOSSO CAPODACQUA km 7

 

Struttura 104

Bacino Tronto – Fosso Capodacqua – Comune di Arquata del Tronto AP – quota 820 mt slm

1893: Mulino Capodacqua 1  – 1895: Simbolo  – 1950: Simbolo

Il mulino era di proprietà dalla Comunanza e, nonostante si trovi a monte è più recente ripetto a quello posto a valle. Sulla facciata campeggia una scritta che recita “Restaurato 1907” mentre la moderna tettoia non sembra affatto un restauro conservativo. Intorno vi sono alcune macine abbandonate mentre sul retro sono visibili le condotte e da una finestra, purtroppo senza alcun riparo, si intravede la tramoggia; è inoltre possibile osservare la bella doccia realizzata in pietra. Sul retro vi sono le condotte mentre il canale è ancora percorso dall’acqua.

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Struttura 105

Bacino Tronto – Fosso Capodacqua – Comune di Arquata del Tronto AP - quota 800 mt slm

1893: Mulino Capodacqua 2  – 1895: Non cartografato  – 1950: Non cartografato

 

Il secondo mulino di Capodacqua è oggi scomparso ed era più antico rispetto al suo gemello eretto poche centinaia di metri a monte. Era una proprietà plurifrazionata di quella che potremmo definire una cooperativa. Il sito di erezione è facilmente riconoscibile poiché oggi vi è costruito un lavatoio. Il fosso oggi gli corre accanto ma anticamente esso era spostato sulla sinistra, a ridosso delle case e della chiesa ottagonale della Madonna del Sole; lo spostamento del tracciato si verificò a causa di una piena che trovò ostacolo a monte aprendosi il nuovo alveo dove oggi scorre effettivamente.

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Struttura 106

Bacino Tronto – Fosso Capodacqua – Comune di Arquata del Tronto AP – quota 725 mt slm

1893: Mulino di Tufo  – 1895: Non cartografato – 1950: Simbolo

Il mulo di Tufo, posto proprio all’interno della frazione omonima conserva solamente un mozzicone del muro perimetrale, comunque interessante per visualizzare la tipologia costruttiva dell’edificio che si ripeteva spesso nelle zone di montagna.

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Struttura 107

Bacino Tronto – Sorgente Pescara – Comune di Arquata del tronto AP  quota 750 mt slm

1893: Mulino Pescara 1  – 1895: Non cartografato  – 1950: Non cartografato - 1959: Simbolo

 

In Via Vecchio Molino, nella frazione di Pescara del Tronto si ritrova il vecchio mulino che era di proprietà Norcini – Pala. La sua storia è abbastanza travagliata poiché dopo essere stato mutato in pastificio incontrò seri problemi con gli essiccatoi che incisero sulla qualità del prodotto. Gli inconvenienti furono poi risolti ma, il cattivo nome intanto ricevutone portò alla definitica chiusura dell’attività. Si trova proprio in corrispondenza delle nuove sorgenti del Pescara che oggi qui emergono dopo la recente captazione.

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Struttura 108

Bacino Tronto – Sorgente Pescara – Comune di Arquata del tronto AP

1893: Mulino Pescara 2  – 1895: Non cartografato  – 1950: Non cartografato ___________________________________________

 

FOSSO DELLE PIANELLE  km 7

Questo fosso, nonostante la sua brevità, movimentava ben 5 mulini; la sua portata è infatti cospicua in tutti i periodi dell’anno poiché alimentato costantemente dall’acqua delle ricchissime falde del Vettore.

 

          Il fosso delle Pianelle presso Piedilama

 

Struttura 109

Bacino Tronto – Fosso delle Pianelle – Comune di Arquata del tronto AP

1893: Mulino Pretare 1  – 1895: Non cartografato  – 1950: Non cartografato

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Struttura 110

Bacino Tronto – Fosso delle Pianelle – Comune di Arquata del tronto AP  - quota 890 mt slm

1893: Mulino Pretare 2  – 1895: Non cartografato  – 1950: Simbolo

 

Il mulino, di cui è ignota la precisa data di erezione, venne acquistato da Piermarini Lorenzo rientrato dall’America e ceduto poi a Marini Lorenzo che lo gestì fino agli anni ’50 quando per problemi di respirazione (malattia professionale molto diffusa tra i mugnai) abbandonò l’attività. Il mulino rimase abbandonato sino agli inizi degli anni ’90 quando il figlio Antonello mise mano all’opera di restauro protrattasi sino al giorno d’oggi trasformandola in abitazione. La struttura anticamente era in stile Liberty il che può aiutare ad identificare il periodo di realizzazione. Del mulino sono presenti tutte le caratteristiche peculiari. La vasca, ben mantenuta e relativamente colonizzata dalla vegetazione è ancora collegata al resto della struttura. Le macine sono ancora presenti così come gli alberi dei ritrecine, ovviamente senza le palette. Sono stati inoltre rinvenuti dei progetti riferiti alla vasca, probabilmente per delle opere di ristrutturazione. Si ricorda che molto del materiale utilizzato per la manutenzione del mulino proveniva da una cava presente nelle vicinanze e veniva trasportato tramite slitte chiamate in dialetto “traie” .

 

 

Mulino Pretare  La vasca ed uno dei due alberi

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Struttura 111

Bacino Tronto – Fosso delle Pianelle – Comune di Arquata del tronto AP  - quota 775 mt slm

1893: Mulino Piedilama  – 1895: Non cartografato  – 1950: Non cartografato

Il ritrecine alloggiato nella camera principale  Il secondo albero  Particolare della muratura

 

All’interno della frazione di Piedilama si rinviene il mulino di proprietà Cataldi che a prima vista sembra un’anonimo fabbricato senza alcuna peculiarità ma, osservando meglio si scopre invece un piccolo tesoro. Dentro l’unica bocca di uscita troviamo un ritrecine perfettamente conservato anche delle palette, così come il compagno che è nella camera a fianco. Ritrovare le palette ancora in posto è una vera rarità, almeno per le strutture abbandonate senza manutenzione e custodia. Anche la muratura mostra ancora solidità ed il tetto non ha sofferto particolarmente.

 

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Struttura 112 - 113

Bacino Tronto – Fosso delle Pianelle – Comune di Arquata del tronto AP

1893: Mulini Borgo 1 e 2  – 1895: Non cartografati  – 1950: Non cartografati

 

 

I due mulini del Borgo, anch’essi di proprietà Caldelli hanno concluso la loro attività appena terminata la Grande Guerra; al loro posto vi sono delle anonime strutture e nel letto del fosso non vi è più alcun reperto.

 

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FOSSO PERACCHIA km 7

 

Struttura 114

Bacino Tronto – Fosso Peracchia  –Comune di Acquasanta Terme AP

1893: Mulino Peracchia – 1895: Non cartografato – 1950: Non cartografato

 

La presenza di un mulino lungo questo fosso è sconosciuta anche ai più anziani che abitano le frazioni Peracchia e Capodirigo. Da ciò si può solamente dedurre che abbia terminato la sua attività all’inizio del ‘900, se non addirittura prima.

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RIO GARRAFO  km 10

 

La valle del Rio Garrafo (insieme a quella del torrente Chiarino), sono le aree più settentrionali dei Monti della Laga le cui differenze geomorfologiche con il vicino ambiente dei Sibillini sono nette ed evidenti. Mentre questi ultimi a causa della loro genesi calcarea sono poveri di acqua, al contrario i terreni della Laga, formati da marne ed arenarie impermeabili  mostrano una grande ricchezza di acqua con numerosissime cascate e di conseguenza, una vegetazione lussureggiante anche a quote elevate.

Risalendo la gola del Garrafo, tra i banconi di arenarie; l’ambiente è rigoglioso e ricchissimo di acque

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Due affluenti del Garrafo, Rio Prata e Rio Volpara, formano altrettanto spettacolari cascate:

Prata (863 mt.)  e  Volpara (1200 mt). Sullo sfondo la Macera della Morte (2073 mt.)

 

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Struttura 115

Bacino Tronto – Fosso Garrafo  – Comune di Acquasanta Terme AP - quota 350 mt slm

1893: Mulino Caraffa  – 1895: Non cartografato – 1950: Simbolo

 

Nel sito di erezione del mulino, sotto un ponte della Salaria, proprio al termine dell’incasato di Acquasanta si trova oggi un’edificio ristrutturato.

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FOSSO TALLACANO

La cascata del Tallacano e il mulino Forcella. Il Tallacano appena a monte della presa.

 

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Struttura 116

Bacino Tronto – Fosso Tallacano – Comune di Acquasanta Terme AP – quota 650 mt slm

1893: Mulino Tallacano  – 1895: Non cartografato  – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

 

Il mulino di Tallacano è ormai un cumulo di ruderi coperti dalla vegetazione; impossibile da individuare a meno di non conoscere bene il sito. Dovrebbe aver cessato il suo lavoro nel secondo dopoguerra.

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Struttura 117

Bacino Tronto – Fosso Tallacano – Comune di Acquasanta Terme AP - quota 417 mt slm

1893: Mulino Falciano  – 1895: Simbolo  – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

 

Il mulino non è distante dalla strada principale e dal successivo sentiero che scende al torrente, ma essendo affondato nella vegetazione non è agevole il rinvenimento. La presenza della vasca, proprio a fianco del ponte indica che siamo sulla strada giusta. Proseguendo, all’altezza di un avviso di piena si scende lungo il sentiero, dove appare il mulino. La struttura esterna è massiccia e ben conservata: sull’architrave dell’ingresso è incisa la data 1650 ma l’interno è ormai in rovina poiché il tetto è crollato sulle due macine; nonostante sia inutilizzato da quasi un secolo le sue condizioni sono ancora soddisfacenti. La ristrettezza del sito ha reso possibile costruire un solo arco di uscita; i due ritrecine sono ancora presenti ed anche qui sono ancora in posto un buon numero di palette. Sul retro della struttura troviamo invece le condotte che la collegano alla vasca su cui è ancora ben visibile la bocca di ingresso; esse sono in cemento ed applicate ad un supporto di legno. Nonostante la vasca sia ormai interrata, è ancora percorsa da un discreto flusso d’acqua che attraversa le condotte e scarica nella camera dei ritrecine. L’edificio possiede una lato curvo per adattarsi all’angusta topografia del sito.

La frazione di Forcella, da cui prende il nome il mulino ha la particolarità di essere un’enclave del Comune di Roccafluvione in territorio di Acquasanta , cosicchè è raggiungibile solamente dalla Salaria. Il mulino si trova proprio sotto il piccolo cimitero, alla confluenza con il fosso Tallacano che qui forma una cascata, creando una suggestiva composizione. La data sull’architrave (1709) testimonia un ultimo restauro ma la struttura sembra sia già presente fin dal XII secolo di proprietà di un ordine religioso.

 

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FOSSO PIEDICAVA  km 5

 

Struttura 119

Bacino Tronto – Fosso Piedicava – Comune di Acquasanta Terme AP – quota 420 mt slm

1893: Mulino Piedicava – 1895: Simbolo – 1950: Mulino della Pieve - 1959: Simbolo

 

Le tracce del mulino risalgono al XVI secolo. Nel 1913 Angelini Luigi Raffaele detto Ernesto di ritorno dall’America acquistò per 1500 Lire il mulino da Vannarelli Salvatore restaurandolo, aggiungendo una macina ed un piano di abitazione. Era già pratico del lavoro di mugnaio, poiché prima di emigrare, da giovane, aveva lavorato come garzone presso il mulino di Tallacano. Negli anni trenta il lavoro aumentò e ci fu il progetto di aggiungere una terza macina mossa da una piccola ruota orizzontale ma lo scoppio della guerra bloccò la cosa. Terminato il conflitto si ebbe una aumentata richiesta che riportò in auge la cosa ma il meccanismo era ormai usurato dell’inattività e quindi si decise di movimentare il terzo palmento tramite un piccolo motore a scoppio.  La struttura, possedeva anche una fornace per cuocere coppi e mattoni e comprendeva anche una fornita falegnameria. Alla fine degli anni sessanta terminò l’organico lavoro di macinatura ma il mulino continuò a lavorare saltuariamente per amici e conoscenti. Oggi il nipote del primo proprietario (anche lui Ernesto) tenta di mantenere il sito attivo e fruibile, specialmente a scopo didattico, unicamente con le proprie forze; la mancanza di aiuti e l’usura del tempo rendono però sempre più difficile ed onerosa questa sua “missione”.

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Struttura 120

Bacino Tronto – Fosso Piedicava – Comune di Acquasanta Terme AP

1893: Mulino Santa Lucia  – 1895: Non cartografato  – 1950: Non cartografato

 

II resti del mulino sono completamente scomparsi all’atto della costruzione della nuova Salaria. Questi si trovavano dove oggi è posto il pilone di un viadotto.

 

TORRENTE FLUVIONE km 27

 

 L’angusta e suggestiva forra del Fluvione nei pressi di Uscerno

 

La valle del Fluvione rappresenta nel contesto dei Sibillini un’eccezionale spaccato sotto diversi punti di vista: ambientale, geologico, storico e paesaggistico. Il Fluvione nel corso della sua storia ha dovuto farsi strada incidendo prima i calcari del massiccio del Vettore ed in seguito le arenarie della formazione della Laga. Tutto ciò ha contribuito a creare l’asprezza e l’aspetto dirupato che ritroviamo in tutta l’area. La provinciale che da Uscerno sale verso Montegallo mostra un fantastico profilo verticale che dalla base al tetto copre un’ampia cronologia geologica. Tale morfologia accidentata unita ad una vegetazione boschiva che copre buona parte dei rilievi ha costretto alla creazione di piccoli insediamenti come le numerose frazioni di Montegallo collegate oggi da una tortuosa rete stradale ed unite fino agli anni ’50 tra loro ed alle vicine Arquata e Montemonaco solamente da una viabilità pedonale o, al massimo, somabile. Negli ultimi anni, la stretta valle si è sempre più spopolata ma ancora percorribili restano i sentieri che scendono al fiume e che poi risalgono inoltrandosi nel bosco verso i borghi abbandonati. Lungo queste brevi escursioni il panorama che si osserva ed il silenzio che si può incontrare è comunque suggestivo. Questa cronica mancanza di spazio ha quindi portato, in quest’area, a rendere come comune una caratteristica che in tutti gli altri bacini fluviali si mostra come rara eccezione: la presenza in moltissimi mulini di un solo vano ritrecine.

 

Struttura 121

Bacino Tronto – Torrente Fluvione  – Comune di Montegallo AP – quota 879 mt slm

1893: Mulino Pantano Nuovo  – 1895: Simbolo  – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

 

Il mulino, dalle informazioni avute, risale circa al 1885  ed ha una storia tutta particolare, legata al brigantaggio che nei primi anni dell’Unità prosperava in queste ex zone di confine. Venne eretto dal brigante Capponi, cui venne concesso a suo tempo un indulto ed una volta redento si dedicò a gestire mulini invece di rapinarli. Il condizionale è comunque d’obbligo poiché in questi casi spesso la storia sfuma nella leggenda ma, in molte zone d’Italia è possibile trovare toponimi come “Il mulino dei briganti”.

Lato ovest del mulino.                                                                               Una delle macine.

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Struttura 122

Bacino Tronto – Torrente Fluvione  – Comune di Montegallo AP quota 860 mt slm

1893: Mulinetto  – 1895: Non cartografato  – 1950: Non cartografato

                       La seconda macina.                         Iscrizione sibillina.                           Bocca di uscita.

Anche il successivo mulinetto di ripresa era di proprietà Capponi ed è legato ad un episodio tragico. Questo ripido versante del Vettore è stato, storicamente, assai valangoso e due tra i più disastrosi eventi che si ricordino avvennero a breve distanza tra loro. Nel 1929 la prima valanga si staccò dal canalone che sovrasta il fosso di Colleluce giungendo fin sotto Balzo; nel 1934 la seconda partì dal fosso di Casale cancellando l’omonimo abitato . Il secondo evento travolse due figli dei Capponi insieme al mulinetto, mentre erano intenti a spalare la neve per liberare i sentieri mentre il mulino a monte venne solo sfiorato.

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Struttura 123

Bacino Tronto – Torrente Fluvione – Comune di Montegallo AP – quota 750 mt slm

1893: Mulino di Castro – 1895: Non cartografato  – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

Mulino di Castro (Lori) – La bocca di uscita – Il ritrecine

 

Il mulino Lori, eretto nei primi anni del 1800 è sempre stato di proprietà della famiglia che nel 1854 ne restaurò l’abitazione come è riportato da una data incisa. Esternamente il canale è ancora ben mantenuto e le attrezzature interne presenti e funzionanti. L’attività ufficiale di macinazione invece terminò durante gli anni ’70. E’ visitabile su richiesta, anche presso il Comune.

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Struttura 124

Bacino Tronto – Torrente Fluvione – Comune di Montegallo AP – quota 680 mt slm

1893: Mulino di Piano – 1895: Simbolo  – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

 

Inferiormente alla piccola frazione di Piano è collocato l’omonimo mulino. La struttura a due piani è posta proprio nel letto del fiume dove la si può raggiungere con poca difficoltà. In una delle due camere è presente ancora l’albero del ritrecine. Qui la vegetazione sta colonizzando la struttura diruta che non  è completamente ricoperta. Il mulino era di proprietà Capponi (ma non vi era alcuna parentela coi Capponi di Interprete) ed ha smesso di lavorare negli anni ’60.

                              Il mulino di Piano.                                               I due vani ritrecine.

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Struttura 125

Bacino Tronto – Torrente Fluvione  – Comune di Montegallo AP – quota 600 mt slm

1893: Mulino Moia – 1895: Non cartografato  – 1950: Simbolo

Il mulino, posto a monte dell’abitato di Bisignano, è ormai un rudere. Lo si può appena intuire osservandolo dal ponte sul Fluvione, presso l’incrocio tra Montegallo, S Maria in Lapide ed Uscerno ricoperto da una macchia di vegetazione. La proprietà era De Luca e prende il nome dal ponte che è ancor oggi detto “della Moia”

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Struttura 126

Bacino Tronto – Torrente Fluvione  – Comune di Montegallo AP – quota 447 mt slm

1893: Mulino Uscerno  – 1895: Simbolo  – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

                                                               Il mulino di Uscerno è incassato all’interno di una stretta gola

 

Proprio al disotto della strada troviamo il mulino di Uscerno. Entrandovi si notano le due macine ancora in posto e la gru in ferro; la soletta del tetto che ha sostituito la vecchia copertura è già in rovina nell’armatura e nella muratura in forate. Il resto dell’imponente antica struttura è invece perfettamente in posto ed è anche possibile scendere lungo una scaletta in ferro infissa nel muro trovandosi nell’ambiente suggestivo della stretta forra del Fluvione. All’interno dell’unico vano troviamo i resti dei due alberi cui mancano le palette ed altri reperti. Anche qui l’antica struttura ancora sfida il tempo mentre le nuove soluzioni sono già cadenti. Dobbiamo sempre ricordare che la Carta Idrografica venne pubblicata nel 1893 ma il lavoro iniziò all’alba dell’Unità d’Italia e quindi tutte le strutture in essa registrate sicuramente datano oltre i 115 anni ma potrebbero sfiorare anche i 140, mentre la mancanza di manutenzione ormai si aggira intorno ai 60 anni minimo.  La struttura è oggi stata rilevata da una società elettrica.

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Struttura 127

Bacino Tronto – Torrente Fluvione – Comune di Montegallo AP – quota 330 mt slm

1893: Mulino Arena  – 1895: Simbolo  – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

 

Posto in una posizione altamente suggestiva, a strapiombo sulla cascata Arena si trova il mulino Pignoloni che risale al 1629, come inciso nell’architrave posta sul lato nord. Ammirandolo dal ponte sul Fluvione si notano le sue caratteristiche irripetibili che ne fanno un vero gioiello. Unico nel genere è l’albero del ritrecine di notevole lunghezza e posto esternamente alla struttura per poter sfruttare il salto d’acqua della cascata, una volta aperte le saracinesche. Ugualmente posti all’esterno sono gli ingranaggi che trasmettono il movimento alle macine.

Il lato sud strapiombante sul salto; La cascata Arena; L’albero posto esternamente  Data sull’architrave 1629

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Struttura 128

Bacino Tronto – Torrente Fluvione  – Comune di Roccafluvione AP – quota 280 mt slm

1893: Mulino Marese  – 1895: Non cartografato  – 1950: Mulino di Marese

 

Il mulino detto “di Marese” non è più esistente; di proprietà Clementi è stato smantellato ed ora sul sito sorge un ristorante di cui conserva il nome “vecchio Mulino”. E’ stato attivo fino ai primi anni ’70.

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Struttura 129

Bacino Tronto – Torrente Fluvione – Comune di Venarotta AP – quota 260 mt slm

1893: Mulino Ponte Nativo  – 1895: Non cartografato  – 1950: Simbolo

ll mulino si trovava a ridosso del Ponte Nativo che attraversa il Fluvione, sulla sponda destra, in comune di Venarotta; venne trasformato in centralina elettrica.

FOSSO RIO  7km

 

Il Fosso Rio è un breve affluente del Fluvione in cui confluisce nei pressi dell’abitato di Collicello, ricevendo anche le acque del Fosso del Lago, all’altezza del cimitero di S.Maria in Lapide. Nonostante la sua brevità ben quattro mulini erano presenti lungo questa valle che ancora fino agli anni ’50, era percorsa solamente da dei semplici sentieri, gli stessi che per secoli sono stati utilizzati dagli abitanti di queste frazioni. L’unica strada carrozzabile nelle vicinanze era il collegamento Balzo - Uscerno – Roccafluvione che incontrava lo sbocco della valle nei pressi del ponte detto “della Moia”.

 

Struttura 130

Bacino Tronto – Torrente Rio – Comune di Montegallo AP – quota 780 mt slm

1893: Mulino Rio – 1950: Non cartografato – 1950: Simbolo

Il piccolo mulino di Rigo, che presenta una sola bocca, è ormai distrutto e aggredito dalla vegetazione. Il tetto è crollato ed il pavimento è puntellato con dei pali che si trovano al posto del ritrecine ma la grande vasca cui è addossato è ancora presente e ben riconoscibile. All’interno si distingue una macina e, sull’architrave dell’ingresso la data 1708. Vista la posizione isolata, quasi alla testata della valle, è uno di quei mulini che, durante la guerra, veniva fatto lavorare durante la notte per eludere le restrizioni di legge. Delle sentinelle si dislocavano lungo la valle e con segnali luminosi avvertivano l’approssimarsi di persone “non gradite”. Qualora questi si spingessero sino in cima c’era tutto il tempo per darsi alla fuga.

 

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Struttura 131

Bacino Tronto – Torrente Rio – Comune di Montegallo AP – quota 720 mt slm

1893: Mulino Fonditore – 1895: Non cartografato – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

Mulino di Fonditore

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Struttura 132

Bacino Tronto – Torrente Rio – Comune di Montegallo AP – quota 595 mt slm

1893: Mulino Collicello – 1895: Simbolo – 1950: Non cartografato

 

Il mulino di Collicello – Corbara si trova proprio al disotto dei due abitati nei pressi di una chiesetta. Lo si raggiunge facilmente lungo una ripida stradina che precipita verso il fosso. Nonostante lo stato di abbandono e la vegetazione ormai invadente si nota una struttura ben impostata con muratura ancora resistente e ben collocata. Ultimi proprietari: Guerrieri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mulino di Collicello – La camera del ritrecine

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FOSSO DEL LAGO  km 2

 

Struttura 133

Bacino Tronto – Fosso del Lago  – Comune di Montegallo AP – quota 704 mt slm

1893: Mulino Santa Maria  – 1895: Non cartografato – 1950: Simbolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mulino Santa Maria – Ritrecine

 

Il piccolo, per non dire minuscolo, mulino ad un solo palmento, per le sue caratteristiche tutte particolari ed uniche nel panorama delle strutture visitate, sembra uscire da una favola popolata da Elfi e Gnomi. E’ posto in vicinanza della chiesa di Santa Maria in Lapide; vi si rinviene ancora la doccia, la banchina di sollevamento e l’albero del ritrecine mancante delle palette. E’ stato rinvenuto, in vendita su E-bay, un contratto datato 1883 che tratta della concessione d’acqua per questo mulino, al tempo di proprietà Miozzi, con mappe e schemi a colori. La struttura è solida e la muratura è ancora in posto. Quando la vasca era piena ed il mulino era pronto per macinare, il mugnaio percorreva la breve valle suonando una tromba per avvertire la popolazione di questa disponibilità; per tal motivo si era guadagnato il soprannome “tromba” .

 

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TORRENTE NOSSA  km 9

 

Struttura 134

Bacino Tronto – Torrente Nossa  – Comune di Roccafluvione AP – quota 390 mt slm

1893: Mulino Noce 1  – 1895: Non cartografato – 1950: Mulino Nossa

 

Il mulino, di proprietà Spinucci, posto proprio a ridosso del torrente, è facilmente raggiungibile ma è ormai un rudere ricoperto dalla vegetazione.

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Struttura 135

Bacino Tronto – Torrente Nossa  – Comune di Roccafluvione AP – quota 303 mt slm

1893: Mulino Noce 2  – 1895: Simbolo  – 1950: Mulino Noscia I - 1959: Simbolo

 

Il mulino Trasatti, anticamente posto a ridosso del torrente, venne poi spostato più in alto, rasente la strada, dove vennero trasportati i macchinari, tranne il ritrecine che è ancora in posto. La nuova struttura venne invece dotata di un più moderno albero in alluminio. Dell’antico mulino restano solo dei ruderi dei muri portanti ed appunto il vecchio ritrecine su cui ancora sono presenti alcuni resti delle palette. La vasca di raccolta è oggi trasformata in un giardino. In tempo di magra c’era collaborazione con il mulino a monte che rilasciava l’acqua dalla propria vasca permettendo al mulino inferiore di poter macinare.

 

 

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Struttura 118

Bacino Tronto – Fosso Tallacano – Comune di Roccafluvione AP– quota 340 mt slm

1893: Mulino Forcella  – 1895: Simbolo – 1950: Simbolo

 

E’ questo, un altro dei pochissimi mulini ancora funzionanti dell’area. E’ stato restaurato in ogni sua parte ed è attrezzato per ospitalità. Il mulino è segnalato come mulino Pompili dal suo ultimo proprietario conosciuto; venne poi rilevato dalla famiglia Massitti che vi abitò per lungo tempo. La macinatura è terminata durante gli anni ’60. La struttura è chiaramente divisa in due corpi di cui il destro più antico e quindi inizialmente possedeva un solo palmento. Infatti, entrandovi si osservano le due macine poste in due stanza separate, situazione anomala, poiché esse erano sempre presenti all’interno dello stesso ambiante. La diacronia dei due corpi è ben testimoniata anche dalla diversità e misura dei materiali costruttivi. La concessione per l’acqua venne sospesa al termine della macinatura; oggi è stata riattivata ed il suo importo annuale si aggira intorno ai 180€ per una condotta di 100 cm di diametro.

 

 

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