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BACINO DEL NERA

 47 strutture ( 27 scomparse)

La situazione dell’area presso le sorgenti del Nera, per quanto riguardi i mulini è assai controversa. La Carta Idrografica indica otto strutture, più una successivamente edificata nel 1908; quelle rinvenute sono tre: una presso l’abitato di Vallinfante, le altre a distanza di pochi metri in prossimità dell’abitato di Castelsantangelo presso le vecchie scuole, attuale sede della Casa del Parco. La prima è all’interno di una proprietà in ristrutturazione “Villa Maggi” (dal nome dell’ultimo mugnaio), la seconda pochi metri a monte di proprietà Angelini ex mulino Paradisi . Nulla resta del terzo mulino registrato ma, poco a monte, come riferito dall’Angelini, era situata una sorgente, oggi captata, denominata “Acqua Vagnarelli”, riacquisita dal demanio nel 1938, che però, secondo la Carta Idrografica è la 5a partendo dalla sorgente. In alcuni documenti della società per l’acquedotto del Nera viene citata una “… sorgente Molini, ubicata lungo la sponda destra orografica dell’asta del fiume Nera, tra il comune di Castelsantangelo sul Nera e la frazione di Vallinfante, in corrispondenza della confluenza con il fosso San Chiodo”, quindi poco a monte dell’ ex Paradisi. I nomi indicati, non hanno alcuna rispondenza, neppure nella memoria dei più anziani con mulini, mugnai o proprietari. Praticamente l’unica concordanza è quella del Mulino Taccone, segnato anche nel rilievo topografico del 1895, dove è segnalata anche un altra struttura, probabilmente il mulino Maggi. Il bacino del fiume Nera è l’unico bacino dei sei a non essere di primo ordine poiché trattasi di un sottobacino del Tevere, nel quale si getta come affluente di sinistra presso Orte VT. La superficie del bacino ricade per la sua massima perte in Umbria (verde) e per la ristretta area sorgentizia nelle Marche (rosso).

Struttura 136

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Castelsantangelo MC –

1893: Mulino Guardaroni – 1895: Non cartografato – 1950: Non cartografato

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Struttura 137

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Castelsantangelo MC – quota 800 mt slm

1893: Mulino Taccone  – 1895: Simbolo – 1950: Non cartografato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Mulino ex Maggini o de “Lu Taccone” nei pressi dell’abitato di Vallinfante

 

Il mulino di Vallinfante è presente nel rilievo cartografico del 1890 L’attuale proprietario è un arzillo ultraottantenne Luigi (Gigi) Falcucci il cui padre rilevò nel 1934 per 2000 Lire (più le spese di voltura) l’ipoteca Puccilli derivante dal fallimento dei precedenti proprietari Trenta che a loro volta lo acquistarono da tal Maggini (detto “lu taccone”). Il mulino dall’epoca del fallimento non ha più lavorato poiché, curiosamente, il Falcucci padre lo acquisì unicamente per liberarsi dalla fastidiosa servitù della strada che per raggiungerlo, attraversava la sua proprietà.

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Struttura 140

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Comune di Castelsantangelo MC – quota 740 mt slm

1893: Mulino Franconi 2  – 1895: Simbolo  – 1950: Simbolo

 

Continuando nelle ipotesi, il nome Franconi non risveglia alcun ricordo ma, immediatamente a valle del Mulino Angelini, dopo pochissimi metri, proprio di fronte alla Casa del Parco era il mulino di Emilio Maggi all’interno di quella che oggi è Villa Maggi. Tranne però il nome, non vi è più alcun riscontro del mulino già da lungo tempo.

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Struttura 141

 

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Comune di Castelsantangelo MC –

1893: Mulino Vagnarelli 1  – 1895: Non cartografato – 1950: Non cartografato

 

Nessuna notizia ed informazione, ma questo mulino, secondo logica, doveva trovarsi subito dopo il mulino Taccone ed essere quello che alcuni documenti dell’acquedotto del Nera indicano come sorgente Molini

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Struttura 142

 

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Comune di Castelsantangelo MC –

1893: Gualchiera Pazzulini – 1895: Non cartografato – 1950: Non cartografato

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Struttura 143

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Comune di Castelsantangelo MC –

1893: Gualchiera Martinangeli – 1895: Non cartografato – 1950: Non cartografato:

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Struttura 144

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Visso  MC – quota 625 mt slm

1893: Mulino di Macereto  – 1895: Non cartografato – 1950: Non cartografato

 

Il mulino era detto “di Macereto” a causa di una donazione fatta alla Chiesa di Santa Maria di Macereto nel 1627 da Taddeo Collicola ed Eugenia Monti come recita l’iscrizione recuperata e posta sulla facciata dell’attuale edificio. Più recentemente il mulino fu di proprietà Serafini che lo acquistò da Vincenzo e Giovanni Cappa . Nel 1922 venne mutato in centralina elettrica. Si trova all’inizio della via “Dei Molini”, che corre parallela al Nera ed ai resti dell’antico canale che alimentava gli opifici del borgo.

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Struttura 145

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Visso MC quota 607 mt slm

1893: Mulino Cappa – 1895: Non cartografato – 1950: Non cartografato

Il mulino, da generazioni della Famiglia Cappa è sito in via Battisti, al civico 13; vi hanno lavorato, nel tempo Vincenzo, Enrico, Alessandro e Francesco. Dal 1922 al 1951 fu elettrificato e lavorava con palmenti in pietra; nel 1951 venne convertito a cilindri fino alla fine della sua opera, nel 1988. Venne definitivamente smobilitato nel 1994. La stanza a pianoterra conserva ancora il pavimento originale, oggi restaurato.

 

Le integrazioni storiche per l'area di Visso ed Ussita sono state possibili grazie all'aiuto di Valerio Franconi.

 

 

 

                         Gualchiera Rinaldi: Arco murato

 

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Struttura 148 

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Visso MC  - quota 492 mt slm

1893: Mulino Tranquilli – 1895: Simbolo – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         Il mulino Tranquilli lungo la Valnerina

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Struttura 149

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Visso MC – quota 483 mt slm

1893: Mulino Croce – 1895: Simbolo – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                Mulino di Croce lungo la Valnerina; il vallato

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Struttura 146

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Visso MC quota 600 mt slm

1893: Mulino S.Chiara – 1895: Non cartografato – 1950: Non cartografato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I vecchi archi di entrata del Mulino S.Chiara oggi compresi nel nuovo edificio ed il camminamento sulla sponda destra del Nera: a destra l’ex monastero di S.Chiara, in fondo l’ex Gualchiera Rinaldi

 

Il mulino era annesso all’omonimo convento. Di esso oggi restano solamente i due archi ben visibili dal camminamento che fiancheggia il Nera. La vasta struttura, oggi mutata in abitazioni ospitò poi l’Istituto Fiorelli per la riabilitazione che dal 1950 al 1978 possedeva una centralina per soddisfare il proprio fabbisogno elettrico. L’ultimo mugnaio, dal 1922 al 1950 fu Cappa Giulio. Mario Fiorelli acquistò l’ex convento di Santa Chiara, e relativo mulino, da Cappa Giulio , nel 1950, trasformandolo dopo pochi anni in centralina.

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Struttura 147

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Visso MC quota 620 mt slm

1893: Gualchiera Rinaldi – 1895: Non cartografato – 1950: Non cartografato

Il nome corretto dell’opificio era Rinaldi - Fratini; fu al tempo una grande gualchiera a più piani di cui oggi rimangono solamente i resti degli archi murati. Il corpo centrale fu abbattuto quando venne aperto l’attuale viale Sensi; è facilmente individuabile poiché al suo fianco oggi vi è il ristorante “La Filanda”. Nell’antichità vi era ancora un altro mulino, sito nei pressi dell’attuale chiesa di Santa Maria

Lungo la SS Valnerina al Km 61 VII, in uscita della gola proprio in prossimità di una curva vi è un’edificio. Si dovrebbe trattare del mulino identificato come “Tranquilli” nella Carta Idrografica; la struttura è stata convertita in centralina elettrica: sul retro vi sono i resti di un canale e di fronte, proprio sulla strada è presente la chiusa con una paratoia movimentata da un timer. In entrambi i rilievi topografici il simbolo è senza nome ma la zona è indicata con il toponimo “i Molini”. Tranquilli Pietro vi lavorò fino agli anni ‘60

Successivamente, invece vi era il mulino del Castello di Croce. Oggi è completamente scomparso, ridotto a qualche cumulo di pietre. Era posto al km 60 VII della SS Valnerina dove oggi è una peschiera; gli attuali gestori ne hanno confermato l’antica presenza all’interno della proprietà indicandone anche l’unica struttura rimanente: il vecchio Vallato che corre tra la strada e la recinzione. Anche qui, a fianco del simbolo vi è nel rilievo del 1890 il toponimo “i Molini”, mutato, nel 1950 in “il Mulino”. Questo mulino era conosciuto anche come “Comunale” a testimonianza dell’ampia autonomia di cui godeva il Castello. Così come Visso, anche Croce in passato era territorio umbro ma facente parte del Comune di Norcia; infatti qui si può rinvenire lo stemma nursino così come presso l’altra frazione di Riofreddo. Nelle zone di confine i limiti sono sempre stati assai labili e ballerini e questo territorio non ne era esente se oltretutto ricordiamo le secolari, e storiche, lotte tra Visso e Norcia il cui forte campanilismo ancor oggi sopravvive, anche in storie e proverbi.

FOSSO RAPEGNA

 

 

Struttura 150

Bacino Nera – Fosso Rapegna – Comune di Castelsantangelo sul Nera MC –

1893: Mulino Nocelleto  1895: Non cartografato  1950: Non cartografato - 1959: Simbolo

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Struttura 151

Bacino Nera – Fosso Rapegna – Comune di Castelsantangelo sul Nera MC –

1893: Mulino Vittazzi 1895: Non cartografato  1950: Non cartografato

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Struttura 152

Bacino Nera – Fosso Rapegna – Comune di Castelsantangelo sul Nera MC – quota 741 mt slm

1893: Mulino Carucci  1895: Non cartografato  1950: Simbolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La segheria di Nocelleto

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Struttura 153

Bacino Nera – Fosso Rapegna – Comune di Castelsantangelo sul Nera MC –

1893: Mulino Vagnarelli 2  1895: Non cartografato  1950: Non cartografato

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Struttura 154    

Bacino Nera – Fosso Rapegna – Comune di Castelsantangelo sul Nera MC –

1893: Mulino Costantini   1895: Non cartografato  1950: Non cartografato

 

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Unica struttura rinvenuta lungo il Fosso Rapegna. Venne trasformata in una segheria che si trova poco prima dell’abitato di Nocelleto. Questa è in completo abbandono: rimane solamente la muratura perimetrale senza il tetto. All’interno sono ancora presenti alcuni macchinari ed attrezzature. E’ rincuorante rinvenire nei pressi (visibile alla destra della foto) un cartello indicante un fantomatico percorso turistico – culturale sull’energia dell’acqua (!). Compare nel rilievo del 1950.

 

TORRENTE USSITA

 

Strutture da 155 a 162

Bacino Nera – Torrente Ussita  – Comune di Ussita MC – quota tra 700 ed 800

 

La complessità dell’area e la difficoltà di collegare nomi a luoghi impedisce di analizzare singolarmente le strutture presenti ad Ussita. I mulini che troviamo censiti nella Carta Idrografica sono i seguenti: Franconi 3, Temperi, Caporioni, Antonelli, Franconi (Gualchiera), Franconi 1, Giovacchini, Ferranti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mulino Vallazza con sullo sfondo il Monte Bove – il canale in ingresso

 

Da informazioni fornite dall’ex Sindaco, On. Nicola Rinaldi , tre erano gli antichi mulini antecedenti all’Unità, collocati nelle frazioni Capovallazza, Vallazza e Pieve ed infatti la cartografia del 1895 li registra anzi aggiungendone un altro presso Capovallazza. Nel 1950 era cartografato solamente il mulino di Vallazza che rimane oggi in piedi, ristrutturato; di fronte alla casa del Cardinal Gasparri presso Capovallazza vi era invece il primo dei mulini Franconi, oggi in fase di restauro. Tre mulini sono invece cartografati nel rilievo del 1895; rimanendo nel campo delle ipotesi, sembra concordino, come posizione ai mulini Capovallazza (Franconi3) e Vallazza (Temperi). L’unico mulino cartografato nel rilievo 1950 probabilmente corrisponde al mulino Vallazza; questo fu di proprietà dell’Orfanatrofio Arsini passato poi a Bernardini Salvatore.

 

Nel 1928 il Cardinale Pietro Gasparri si adoperò per la costruzione di una centralina elettrica in località Vallazza; questa probabilmente venne eretta sul sito dove sorgeva un’altro vecchio mulino. Vi era un mulino anche presso Fluminata di Giovambattista Franconi, unico figlio maschio di Sante e padre di Antonio. Anche questa  struttura venne acquistata da Bernardini.

 

 

 

Mulino Capovallazza

 

 

FOSSO FEMATRE

 

 

Struttura 163

Bacino Nera – Fosso Fematre – Comune di Visso MC - quota 970 mt slm

1893: Mulino Riofreddo – 1895: Non cartografato – 1950: Simbolo

 

Procedendo lungo, il fosso, poco più a valle, alla una confluenza con il Fosso dei Valloni troviamo una zona denominata come “due fossi o molinaccio”. La confluenza e l’asprezza del luogo confermano il toponimo che difatti viene descritto come  “… molinaccio, toponimo chiaramente peggiorativo data la solitudine e l'orrida bellezza dei luoghi …  . Il mugnaio era un Caraffa che successivamente prese “a garzone” il nipote Venanzangeli.

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FOSSO CAMPIANO  km 12

 

Il fosso Campiano , nasce da varie polle e ruscellamenti nella conca in prossimità dell’abitato di Campi. In questo suo primo tratto, compreso nel Comune di Norcia vi erano quattro strutture di proprietà della Famiglia Angelini, possidenti della zona. Le strutture sono ormai scomparse, ma è stato comunque possibile averne notizie grazie al fortunato incontro con una delle ultime memorie storiche della zona: Domenico “Memmo” Gentili.

 

Struttura 164

Bacino Nera – Fosso Campiano – Comune di Norcia PG - quota 680 mt slm

1893: Mulino Pero  – 1895: Non cartografato – 1950: Non cartografato

 

 

Si trattava di un mulinetto, e non poteva essere diversamente, poiché si trovava nel punto più alto in cui il corso d’acqua aveva ancora aspetto di sorgenti; infatti la Carta idrografica non registra alcun dislivello. Già negli anni ’30, al suo posto vi era un anonimo casotto.

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Struttura 165

Bacino Nera – Fosso Campiano – Comune di Norcia PG – quota 678 mt slm

1893: Mulino Nuovo  – 1895: Simbolo – 1950: Simbolo

 

 

Ha terminato la molitura negli anni ’60. Ultimo mugnaio fu Ergastri Adriano.

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Struttura 166 

Bacino Nera – Fosso Campiano – Comune di Norcia PG - quota 662 mt slm

1893: Mulino Campi  – 1895: M della Città  – 1950: M della Città

 

Ha terminato di macinare agli inizi del ‘900. La zona in cui era sito oggi prende il nome di Pesca-Riserva  Angelini Paroli. Ne rimane solamente un vecchio storcitoio. Il nome Mulino della Città non significa "cittadino" ma deriva da un sito ben preciso. La spianata posta di fronte all’attuale chiesa di San Salvatore (sita al disopra del mulino) è da sempre chiamata “la città” e questo perché si pensa che qui fosse l’antico primo insediamento, di età romana.

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Struttura 167

Bacino Nera – Fosso Campiano – Comune di Norcia PG - quota 650 mt slm

1893: Mulino Angelini – 1895: Mulino d’Abeto – 1950: Mulino d’Aronne - 1959: Simbolo

 

Per questo mulino abbiamo una situazione unica poiché i dati e le registrazioni rinvenute narrano con precisione la sua storia. Infatti, il mulino si trova tra gli abitati di Piedivalle e Campi, in prossimità del bivio che conduce alla frazione di Abeto (in tal modo fu cartografato nel 1895). Era anch’esso uno dei tanti possedimenti della Famiglia Angelini (come fu registrato dalla Carta idrografica) e vi lavorava il mugnaio Scorzoni Aronne (citato dal rilievo topografico del 1950), il quale lo mantenne in attività fino agli anni ’60. Oggi ne rimane solamente un rudere: dal ponte, oppure scendendo sull’argine si possono intravedere, nascosti dalla vegetazione alcuni resti della muratura. A suo tempo la Carta idrografica lo classificò come mulino di ripresa del precedentePolverificio.

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Struttura 168

Bacino Nera – Fosso Campiano – Comune di Preci PG - quota 615 mt slm

1893: Mulino Valcasiglia  –1895: Non cartografato – 1950: C.Elettrica - 1959: Simbolo

 

Il mulino, che era registrato come mulino di ripresa del precedente, venne trasformato in centralina elettrica che, secondo la topografia, era ancora attiva negli anni ’50. Oggi nulla ne rimane poiché tutte le attrezzature vennero asportate. Scendendo lungo un sentiero che porta alla Madonna del Ponte, possiamo notare a fianco della chiesetta il canale ancora presente e la chiusa con la paratoia.

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Struttura 169 

Bacino Nera – Fosso Campiano – Comune di Preci PG - quota 600 mt slm

1893: Mulino Piedivalle – 1895: Non cartografato  – 1950: Mulino Abbandonato - 1959: Simbolo

 

L’ultimo mugnaio fù Corrazzini Aurelio che smise di macinare nel 1952 quando il mulino era di proprietà di Benedetti Otello che ne aveva rilevato la proprietà da Amici Angelo e dal figlio Gino; Otello era figlio d’arte ed iniziò ad apprenderla recandosi a garzone nel 1919 presso un altro mugnaio, appena tornato dalla guerra

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Struttura 170

Bacino Nera – Fosso Campiano – Comune di Preci PG - quota 530 mt slm

1893: Mulino di Preci  – 1895: Simbolo – 1950: Simbolo

 

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FIUME SORDO km   6

 

LE MARCITE DI NORCIA

 

L’origine dei mulini nella piana di Norcia risale al 1200 per opera dei Benedettini che iniziarono la bonifica della zona paludosa regimentando le numerose sorgenti ivi presenti. Le marcite si estendono tra i 550 ed i 590 mt sul livello del mare su oltre 100 ettari di cui oggi solamente il 10-15% risulta coltivato. Sono divise in appezzamenti di terreno (cortinelle), percorse da canalizzazioni (adacquatrici), che vengono sbarrate con paratoie mobili (storcitoi) in modo che l’acqua devii il suo corso straripando e irrigando l’area circostante. La loro caratteristica, unica nel genere, è che permettono fino a dieci sfalciature in un anno e quindi il bestiame poteva sempre disporre di foraggio fresco in ogni stagione. Ciò è dovuto all’acqua di sorgenti e fontanili che, creando un sottile velo, sul terreno lo mantiene ad una temperatura compresa tra i 6° ed i 12° impedendogli così di gelare durante l’inverno. Probabilmente da ciò è derivato anche il nome “acquacalda” registrato nella Carta Idrografica per due dei mulini. La loro definizione precisa è: “prati stabili a sommersione invernale e ad irrigazione estiva”. Tutto ciò consente che il foraggio presenti una continua crescita permettendo la sfalciatura ogni 30-40 giorni. Il nome deriverebbe dall’abitudine di far marcire l’ultimo taglio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una marcita curata ed in fase di sfalcio presso il Mulino Amici ed il confronto con una marcita abbandonata

 

Possedere una cortinella era sinonimo di benessere ma l’introduzione dei mangimi e la durezza del lavoro manuale di cui necessitano le marcite (il terreno non curato torna repentinamente allo stato selvaggio) ha portato al loro abbandono insieme all’attività di molitura che è definitivamente cessata negli anni ’70.

 

Le Marcite rappresentano un ecosistema complesso inserito in una zona fortemente antropizzata dove possiamo trovare fauna e flora selvatiche a breve distanza da insediamenti invasivi. Le prime marcite sembra siano state realizzate a Clairvaux, nelle Ardenne, mentre in Italia una struttura simile la si può trovare nella Lomellina (PV), ma solamente nella pianura di Norcia vi è la contemporanea presenza dei mulini ed una così alta quota sul livello del mare. Dei numerosi originari, quattro ne sono stati ristrutturati, a partire dal 1994: Amici, Cecconi, Lanzi e de Sanctis; tre sono allo stato di rudere e ricoperti dalla vegetazione: Viola, Petrini e Lucci. Il Cecconi è stato il primo ristrutturato, il Petrini dovrebbe essere il prossimo cui verrà messa mano.

 

La struttura di questi mulini è particolare: hanno altezza contenuta ad un piano, sviluppano più in larghezza che in altezza e sono intonacati di bianco. Il loro colore spicca quindi a distanza e si armonizza all’interno del verde dei prati sui quali sembrano quasi galleggiare. Assomigliano molto di più ad abitazioni che possiamo incontrare nel nostro mezzogiorno con la differenza che qui il paesaggio circostante è invece montano e lussureggiante.

 

La morfologia pianeggiante e la cospicua ricchezza di polle ed emergenze è confermata anche dai dati della Carta Idrografica. Infatti le lunghezze dei canali ed i dislivelli per alcune strutture sono inferiori al metro, se non prossimi allo zero.

 

Per le marcite, i nomi desunti dalla Carta Idrografica sono totalmente sconosciuti nella zona; li abbiamo quindi riportati nell’ordine in cui sono stati registrati, citando i nomi dei mulini così come ce li hanno riferiti sul posto. E’ quindi impossibile poter affermare la correttezza delle corrispondenze. Reali e verificati sono invece alcuni soprannomi di mugnai: Iammarone, Faccarino, Fulicardu, ‘Bbelemme, Brusa, Boccajù, Scordellinu, Scolafiaschi, Gujermone, Zampacorta, ‘Gnaccarino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Storcitoio con paratia per deviare l’acqua. Il secondo canale prcede verso destra.

 

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Struttura 172

Bacino Nera – Fiume Sordo  – Comune di Norcia PG quota 567 mt slm

1893: Mulino Piano  – 1895: Simbolo – 1950: Simbolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conosciuto come mulino Viola è praticamente un rudere ricoperto dalla vegetazione.

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Struttura 173

Bacino Nera – Fiume Sordo  – Comune di Norcia PG quota 567 mt slm

1893: Mulino Conce  – 1895:Simbolo – 1950: Mulino Amici - 1959: Simbolo

 

Conosciuto come mulino Amici è riconoscibile per la sua caratteristica forma a T. Al suo interno è presente solamente una delle due macine.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Struttura 174

Bacino Nera – Fiume Sordo  – Comune di Norcia PG quota 590 mt slm

1893:Mulino Acquacalda 1 – 1895:Simbolo – 1950:Simbolo - 1959: Simbolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conosciuto come mulino Petrini è anch’esso diruto. Tra le macerie si possono rinvenire ancora le macine.

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Struttura 175

Bacino Nera – Fiume Sordo  – Comune di Norcia PG quota 566 mt slm

1893:Mulino Acquacalda 2  – 1895: Simbolo – 1950: Simbolo

 

Conosciuto come mulino Cecconi è di proprietà della Comunità Montana che vi ha allestito al suo interno un museo con due macine funzionanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Struttura 176

Bacino Nera – Fiume Sordo  – Comune di Norcia PG quota 565 mt slm

1893: Mulino Sala – 1895: Simbolo – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

 

Conosciuto come mulino Lanzi è di proprietà del Parco Nazionale. Sviluppa su due piani di cui uno seminterrato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mulino Lanzi con vasca e paratoie

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Struttura 177

Bacino Nera – Fiume Sordo  – Comune di Norcia PG quota 564 mt slm

1893:Mulino Ponte della Pietra 2  – 1895: Simbolo – 1950: Simbolo - 1959: Simbolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Il mulino de Sanctis. La vasca. Paranco e macina. La botola attraverso cui si intravede l'albero.

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Struttura 178

Bacino Nera – Fiume Sordo  – Comune di Norcia PG - quota 560 mt slm

1893: Mulino Ponte della Pietra 1  – 1895: Non cartografato – 1950: Mulino Lucci

 

Il Mulino Lucci, ormai un rudere, ha smesso di macinare durante gli anni cinquanta.

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Struttura 179 – 180 - 181

Bacino Nera – Fiume Sordo  – Comune di Norcia PG quota 555 mt slm

1893: Mulino del Forno – 1895: Mulino Gualchiera – 1950: Mulino Cartiera

 

Questi ultimi due mulini, così registrati nella Carta Idrografica, sono di difficile collocazione sulle carte topografiche e di difficile individuazione sul terreno. Il rilievo IGM del 1895 non ne fa menzione mentre solamente uno è cartografato nel 1950 ma senza alcuna denominazione. Solamente in località Ponte Mollo è stato rinvenuto un rudere ricoperto dalla vegetazione; nulla però aiuta nel poterlo collegare ad uno dei nomi precedenti.

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Struttura 182

Bacino Nera – Fiume Sordo  – Comune di Norcia PG - quota 550 mt slm

1893: Mulino di Serravalle  – 1895:Non cartografato – 1950:Simbolo

 

Il mulino è posto lungo la strada, a pochi metri da essa. Si presenta come un comune rudere di casa colonica. Null’altro di notevole vi è stato rinvenuto. Dovrebbe aver cessato la sua attività negli anni ’60.

Conosciuto come mulino de Sanctis è di proprietà della Comunità Montana. Immerso nel verde e nell'acqua, sviluppa su due piani di cui uno seminterrato. Vi sono due macine con un paranco e gli alberi del ritrecine.

Struttura 138

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Comune di Castelsantangelo MC

1893: Mulino San Liberatore – 1895: Simbolo – 1950: Non cartografato

 

Questo mulino è esistito, non in questa collocazione, dove dovevasi trovare, invece, il Mulino Vagnarelli. Infatti, nel vecchio incasato di Castelsantangelo troviamo chiesa e convento di San Liberatore nei cui possessi sicuramente ricadeva tale mulino.

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Struttura 139

Bacino Nera – Fiume Nera – Comune di Castelsantangelo MC – quota 750 mt slm

1893: Non cartografato – 1895: Non cartografato – 1950: Simbolo  - 1959: Simbolo

 

Il mulino / centralina non è segnalato nella Carta Idrografica poiché la sua costruzione iniziò nel 1908 a cura dell’Ing. Leonardo Paradisi e venne attivato nel 1911. La famiglia Angelini, nel 1920 entrò in società con la famiglia Funari. Sono ancora conservate le due macine ed il buratto. Terminò la sua attività nel 1972. Oggi è stato restaurato nella sezione della centralina che al tempo, forniva energia elettrica a tutto il paese .

 

Il mulino è posto in località Borgo Garibaldi di preci, poco distante dall’area attrezzata per i camper. Smise di macinare quasi contemoraneamente al mulino di piedivalle i proprietari erano bernardino e giuseppe viola, ricchi possidenti della zona. Oggi è stato acquisito dal comune di preci che lo ha ristrutturato e reso visitabile poiché al suo interno è stata allestita anche la casa del parco

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Struttura 171

 

Bacino Nera – Fosso Campiano – Comune di Preci PG - quota 469 mt slm

1893: Mulino di Corone – 1895: Mulino Sorbelli  – 1950: Mulino di Corone

 

Si trova presso l’omonima frazione, a poche centinaia di metri dalla SS Valnerina, comodissimo da raggiungere, è tra i più antichi incontrati. Risale certamente al sec. XII poiché lo testimoniano le due date incise sulle pietre che oggi formano una bocca; mentre un’altra vestigia murata nella pavimentazione porta il monogramma RS ovverosia degli ultimi proprietari Ranieri / Sorbello, confermato anche dal rilievo del 1895. Era aggregato al vicino lebbrosario - ospedale di S.Lazzaro gestito dai frati minori. Ha cessato la sua attività nel 1975 ma il mugnaio Salvatore Olivieri, ancor oggi in splendida forma, decise che avrebbe continuato a lavorare come centralina elettrica che dopo aver soddisfatto il fabbisogno immette in rete l’energia in eccesso. Resiste praticamente tutto del mulino: una macina, il buratto, un ritrecine splendidamente conservato, la parata completamente realizzata in pietra, parte della vasca, i canali, le bocche, il vallato in uscita.

 

 

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