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L’umile fante italiano parte per il fronte

nelle tripudianti giornate del “maggio radioso”.

 

Lo hanno illuso che entro Natale,

dopo aver conquistato Ljubljana,

marcerà lungo le strade

di Vienna e di Budapest.

 

NIENTE DI PIU’ FALSO.

 

Davanti a lui stanno per distendersi,

come un infinito sudario,

quarantuno tragici mesi di trincea.

 

UN FEROCE, DISPERATO INFERNO.

 

Di fronte, le mitragliatrici austriache;

alle spalle, i moschetti dei Carabinieri.

IL FRONTE ITALO-AUSTRIACO
LA GRANDE GUERRA ATTRAVERSO LA STAMPA FERMANA
I "RAGAZZI DEL 99" DELLA CITTA' DI FERMO
I 53 DECORATI DELLA CITTA' DI FERMO
I 44 CADUTI DECORATI DELLA PROVINCIA DI FERMO
GLI 85 DECEDUTI PRESSO L'OSPEDALE MILITARE DI FERMO
I 212 MOBILITATI ED I 30 CADUTI DI LAPEDONA
I 1828 CADUTI DEI 40 COMUNI IN PROVINCIA DI FERMO
DANTE ZEPPILLI OSCAR PEDANI
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 PROCLAMI
 STATISTICHE
 Fra centanni Da qui a cent'anni, quanno ritroveranno ner zappà la terra li resti de li poveri sordati morti ammazzati in guerra, pensate un po' che montarozzo d'ossa che fricandò de teschi scapperà fòra da la terrà smossa! Saranno eroi tedeschi, francesi, russi, ingresi, de tutti li paesi. O gialla o rossa o nera ognuno avrà difeso una bandiera; qualunque sia la patria, o brutta o bella, sarà morto per quella. Ma lì sotto, però, diventeranno tutti compagni, senza nessuna diferenza. Nell'occhio vóto e fonno non ce sarà né l'odio né l'amore pe' le cose der monno. Ne la bocca scarnita non resterà che l'urtima risata a la minchionatura della vita. E diranno fra loro: - Solo adesso ciavemo pe lo meno la speranza de godesse la pace e l'uguajanza che cianno predicato tanto spesso
 La guerra Ner mejo che un Sordato annava in guerra er Cavallo je disse chiaramente: "Io nun ce vengo!" e lo buttò per terra precipitosamente. "No, nun ce vengo - disse - e me ribbello all'omo che t'ha messo l'odio in core e te commanna de scannà un fratello in nome der Signore! Io - dice - so' 'na bestia troppo nobbile p'associamme a l'infamie che fai tu; se vôi la guerra vacce in automobbile, n'ammazzerai de più!.
 Natale de guerra Ammalappena che s’è fatto giorno la prima luce è entrata ne la stalla e er Bambinello s’è guardato intorno. - Che freddo, mamma mia! Chi m’aripara? Che freddo, mamma mia! Chi m’ariscalla? - Fijo, la legna è diventata rara e costa troppo cara pè compralla… - E l’asinello mio dov’è finito? - Trasporta la mitraja sur campo de battaja: è requisito. - Er bove? - Pure quello… fu mannato ar macello. - Ma li Re Maggi arriveno? - E’ impossibbile perché nun c’è la stella che li guida; la stella nun vò uscì: poco se fida pe’ paura de quarche diriggibbile… - Er Bambinello ha chiesto:- Indove stanno tutti li campagnoli che l’antr’anno portaveno la robba ne la grotta? Nun c’è neppuro un sacco de polenta, nemmanco una frocella de ricotta… - Fijo, li campagnoli stanno in guerra, tutti ar campo e combatteno. La mano che seminava er grano e che serviva pe’ vangà la terra adesso viè addoprata unicamente per ammazzà la gente… Guarda, laggiù, li lampi de li bombardamenti! Li senti, Dio ce scampi, li quattrocentoventi che spaccheno li campi?- Ner di’ così la Madre der Signore s’è stretta er Fijo ar core e s’è asciugata l’occhi co’ le fasce. Una lagrima amara per chi nasce, una lagrima dòrce per chi more… TRILUSSA

BIBLIOGRAFIA E FONTI

 

 

Ascoli Piceno - Fermo, Archivi di Stato,  Registri di Leva, Rubriche Matricolari, Ruoli Matricolari, Fogli Matricolari;

 

Fermo, Biblioteca Civica "Romolo Spezioli"

Albo d'Oro dei Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918, vol.XIII  Marche, Roma 1927; Fondo Grande Guerra;

 

Provincia di Fermo, Archivi Storici dei Comuni;

 

www.difesa.it - Albo d'Oro dei Caduti e Dispersi della 1ª Guerra Mondiale;

 

 

 

 

Solamente i morti hanno visto la fine della guerra

 

 

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