79/79

“Amandola … stazione di Amandola … termine di corsa”.

 

Si conclude così l’affascinante percorso sulle tracce di una storia. Le numerose testimonianze che, ad ogni piè sospinto – è proprio il caso di dire -  abbiamo incontrato, dimostrano che sì molto è andato perduto o distrutto, ma altrettanto potrebbe essere ancora salvato. Non ci si illuda però: l’affrettato disarmo della linea segnò un irreversibile punto di non ritorno. Oggi noi, alla vista di altre ferrovie storico-turistiche in giro per l’Italia, giustamente, sogniamo, mostrando rimpianto ed invidia. Purtroppo è oramai impossibile immaginare improponibili riattivazioni: sarebbero costosissime (tacendo sulla manutenzione). Linee di trasporto alternative ed a basso impatto ambientale, come metropolitane leggere o quant’altro sono certo auspicabili per la valle del Tenna ma, data la mutazione e l’inurbazione del territorio esse dovranno necessariamente prescindere totalmente dall’antico tracciato; se non per brevissimi ed insignificanti tratti. Rassegniamoci dunque: la vecchia ferrovia è oramai un capitolo chiuso ma, evidentemente, non dimenticato. Impegniamoci quindi a tutelare e conservare ciò che ne rimane quale memoria di un territorio. Anche se “solo” di ciò si trattasse, non sarebbe un vacuo investimento. Inoltre, l’età dei manufatti superstiti, li classifica fuor di dubbio nella categoria oggi definita come “archeologia industriale”. L’idea di un “museo diffuso” potrebbe essere facilmente praticabile e sostenibile.

 

La ferrovia “reale”, negli auspici e nei sogni di chi con fervore la propugnò, avrebbe dovuto procedere ben oltre Amandola, ma non fu questo ciò che le riservò il destino. Sarà forse quella “virtuale” ad avere miglior sorte?   [Visualizza il Tracciato in Dettaglio]

 

Stazione di Amandola

 

[56,964 Km - 457 mt slm]

 

Lo stato di conservazione del fabbricato è più che buono: dal lato ingresso sono ancora presenti sia le prime scritte a vernice che le successive a lettere di legno, presenti anche sulla facciata del lato binari dove conservano ancora il colore originale. Sullo stesso lato è, anche qui, presente un caposaldo di livellazione dell’IGM mentre, unica tra le stazioni, non è più in posto la tabella altimetrica andata persa alcuni anni dopo la dismissione della ferrovia. Purtroppo demolita è anche la rimessa per i mezzi al cui posto sorge oggi un edificio scolastico. Anche questa stazione, durante la guerra, subì un’attacco aereo, l’11 novembre 1944, che fece registrare un morto ed un ferito.

 

    Poco meno di 57 km sono stati percorsi dalla partenza di piazza Marina al centro di Porto San Giorgio; è interessante notare che, nonostante l’accentuata tortuosità di alcuni tratti, il percorso “ideale” da Porto San Giorgio e cioè quello che segue prima la Fermana e poi in seguito la Faleriense (praticamente l’ex statale 210) fino ad Amandola non è che sviluppi una lunghezza di molto inferiore: infatti è possibile verificare, presso il semaforo di piazza San Giorgio, che il segnale indicante Amandola indica una distanza di 55 km; minore solamente di poche centinaia di metri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fermoimmagine.info  -  Sito ideato e realizzato da Pino Bartolomei  FERMO FM     © MMXVI

Privacy Policy / Cookie Policy