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BACINO DELL’ASO

33 strutture (10 scomparse)

FIUME ASO  km 73

Bacino superiore dell'Aso. 8 strutture (1 scomparsa)

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Le acque sotterranee e di ruscellamento comprese nella Valle del lago di Pilato ed il successivo Piano della Gardosa, si raccolgono in forma di corso d’acqua poco a monte dell’abitato di Foce di Montemonaco ove sono posizionate le sorgenti dell’Aso alla quota di 950 mt slm.

Il corso superiore del fiume, dal 1984, è sbarrato alla quota di 600 mt slm formando l’invaso del Lago di Gerosa.

Nonostante il suo corso sia ormai costantemente fiancheggiato da strade di traffico, basta scendere per pochi metri nell’alveo, lungo tratturi appena accennati per scoprire scorci ed ambienti, non sempre totalmente incontaminati, ma tuttavia ancora ricchi di fascino.

 

Un suggestivo tratto dell’Aso presso il Mulino di Calvarese, appena a valle del bacino di Gerosa

Bacino inferiore dell'Aso. 25 strutture (9 scomparse)

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Nel medio-basso bacino dell’Aso le veloci mutazioni che hanno interessato il tessuto socioeconomico si sono riflesse in maniera decisiva sulla conservazione della struttura dei mulini. Possiamo riconoscere tre tipologie di evoluzione: il completo smantellamento dell’impianto con successiva moderna riedificazione a scopo abitativo; la conservazione della struttura e la sua mutazione in edificio colonico; la trasformazione in centralina elettrica con mantenimento o meno dell’edificio originario.

 

Mentre la struttura viaria della contigua Valtenna si è mantenuta immutata fin dai tempi dell’Unità, con l’unica direttrice della Faleriense cui si aggiunse, in seguito alla dismissione della Ferrovia, la breve parallela Molini – Grottazzolina, la Valdaso dalla fine del XIX secolo ha sviluppato due assi viari lungo entrambi gli argini del fiume. Inizialmente la valle presentava un solo collegamento di fondovalle, lungo la sponda meridionale, nel tratto da Comunanza fino al bivio per Rotella, in Contrada Dragone. Di li poi vi era solamente un progetto di prolungamento, anche cartografato nel 1895, che doveva giungere in frazione Aso di Ortezzano, attraversando il fiume sull’attuale ponte. Fino agli anni ’50 a tale collegamento si era aggiunto solamente il tratto Pedaso – Rubbianello lungo l’argine sud (nulla vi era lungo l’argine nord). Rubbianello ed Ortezzano non possedevano comunicazione su entrambi gli argini così come Ortezzano con Ponte Maglio lungo la sponda nord. Collegamenti privilegiati erano quindi quelli di crinale che evitavano i malsani e paludosi percorsi vallivi in cui erano presenti solamente malagevoli tratturi e mulattiere oppure brevi sentieri. Si scendeva al fiume solamente per raggiungere i paesi dell’opposto crinale tramite delle effimere passerelle. Ed è qui, in prossimità di tali guadi che rinveniamo i mulini della medio-bassa Valdaso. Campofilone; Lapedona con Moresco; Monterubbiano e Petritoli; il gruppo Montevidon Combatte, Ortezzano e Montevarmine; Porchia; Montalto (Sisto V) e Monterinaldo; Montedinove e Montelparo; Ponte Maglio; Montefalcone e Force.

 

Anche lungo la valle dell’Aso la presenza dei mulini era accompagnata dalla propria rete di vallati che procedevano da Ponte Maglio fino a Pedaso (vedi sotto).

 

 

 

 

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