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GRBAVICA

Il quartiere di Grbavica, a maggioranza serba era la punta più avanzata del fronte all’interno di Sarajevo, dove solamente i pochi metri del fiume Milijacka dividevano le linee. Vi fu tentato più e più volte lo sfondamento definitivo, sempre respinto. Qui l’assedio iniziò ed ebbe termine. Il quartiere fu riconsegnato alla città solamente nel marzo 1996 quando nei giorni appena precedenti venne abbandonato in massa dai serbi e presidiato dai soldati italiani. Ma prima dello sgombero gli appartamenti furono completamente ripuliti estirpando anche i fili elettrici ed i sanitari. Infine, vennero dati alle fiamme.

 

GRBAVICA ED IL PONTE DI VRBANJA

 

 

II 23 marzo 1994, il ponte della Fratellanza e dell'Unita, che conduce al quartiere occupato di Grbavica viene aperto al transito dei civili, ma solo vecchi, donne e bambini. Chi ottiene la legittimazione ad attraversarlo può, per sole 24 ore, passare dall'altra parte per andare a trovare i parenti piu stretti, dei quali non ha più notizie da oramai due anni.

I primi civili, iniziano ad attraversare il ponte e raggiungono la riva sinistra della Miljacka

 

Testimonianza di Jagoda

 

La mattina del 23 marzo sono uscita dalla mia casa nella Città Vecchia, per andare a Grbavica con la mia bambina di tre mesi a trovare la madre di mio marito. Ho attraversato il ponte senza problemi. Quando sono arrivata al checkpoint serbo, la polizia mi ha chiesto chi sono, ed io ho risposto dicendo che sono montenegrina, e loro

 

- Non ci sono montenegrini a Grbavica, ma solo serbi-

 

- Non voglio offendere nessuno, ma io, sono montenegrina e vengo a visitare mia suocera

 

- La carta d'identità rimane con me, tu farai un colloquio informativo.-

 

Mi ha ricevuto un ufficiale, ma con un atteggiamento corretto, non mi ha offesa, mi ha solo chiesto come mi sento a vivere con i musulmani. Ho risposto che sto bene e che non ho nessun problema.

 

- Vorrebbe vivere qui con noi a Grbavica?- - No, non vorrei mai vivere a Grbavica.-

 

- Cosa fa suo marito? E' arruolato? E' mai stato sulla linea del fronte? E' vero che i serbi non hanno l'obbligo di andare nell'esercito ed è sufficiente che dicano che non vogliono sparare?-

 

- No, non è vero, sono partiti come tutti quelli che hanno ricevuto la chiamata alle armi -

 

- Che cosa pensa la gente dall'altra parte?-        - Vogliamo la pace, e vivere insieme-

 

- Come potremmo vivere insieme, se i musulmani ci ammazzeranno tutti?-

 

- Non e vero, ammazzerebbero solo i cetnici,-

 

L'ufficiale taceva, io ero sorpresa di quell'interrogatorio, perché nella parte della città dove abito nessuno fa interrogatori del genere. Mi sentivo a disagio e il suo silenzio mi faceva paura. Poi mi ha fatta uscire da quella stanza e mi ha condotto in un'altra, dove c'erano dei veri cetnici; erano impressionanti, con la barba e i capelli lunghi. Ero terrorizzata. Uno di loro mi chiese,

 

- Arriveranno anche qui i tuoi turchi?- - Non ci sono turchi a Sarajevo.-

 

- E i mudzajdin, dove sono i mudzajdin?- - Non ci sono mudzajdin a Sarajevo.-

 

- Dove lavora tuo marito?- - Gliel'ho detto e loro... -- Lo bruceremo quel palazzo.-

 

Poi finalmente mi hanno fatta uscire. In strada c'erano pochissime persone, solo qualche miliziano e i cetnici. La gente non cammina molto per la strada a Grbavica, anche se non si spara più. La gente comune continua ad avere paura, c'è poco da mangiare, come da noi, il mercato chiude a mezzogiorno, negozi aperti ce ne sono pochi. Mia suocera è stata felice di vedere la bambina. Quando ci siamo lasciate, il giorno dopo, le ho augurato buona fortuna, - Hai ragione - mi ha risposto - Ne occorre più a noi di fortuna che a te-

 

Attraversando il ponte, salutavo e piangevo e anche lei. Ho deciso di non tornare mai più a Grbavica perché, nonostante io sia montenegrina, ho terrore dei cetnici. Abito nella città vecchia e non ho nessun problema. Non passero mai più il ponte, finche ci sarà quella gente

 

 

 

 

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