Numeri Civici

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Nel centro storico di Fermo è possibile osservare, una serie di numeri posti in corrispondenza delle entrate di case e palazzi. Questi sono impressi su delle formelle di terracotta di formato circa 15x30 cm.

Osservando l'andamento della numerazione, a prima vista, non si riesce ad intuire bene il senso della posizione. Vi sono salti evidenti tra i vari isolati ed anche all'interno della stessa via. Non si rinvengono numeri oltre il 3251 e quest'ultimo è posto a pochissimi metri di distanza dal n.1.
Questa la spiegazione. Oramai noi siamo abituati ad orientarci all'interno delle città secondo la toponomastica, anzi, più precisamente odonomastica (odos = via) ma, non sempre è stato così. La città di Fermo decise di intitolare le sue strade e piazze solo nel 1861.

6 Novembre 1861

17. Proposta Denominazione da darsi alle contrade, piazze e spazi di questa città.
Il Consigliere Sig. Il.mo Marchese Ignazio Trevisani propone di dotare tutte le contrade, piazze e spazi della Città di nomi che rammentino le gloriose gesta Italiane del 1848 e 1859.
A ciò effettuare propone che sia detta una commissione la quale s’interessi della redazione di un progetto in cui avuto a calcolo l’attuale censimento della città siano dati alle contrade, piazze i nomi dei luoghi ove furono combattute le più forti battaglie della indipendenza e degli uomini piu grandi dell’italiano risorgimento.


Il Consiglio unanimemente ha approvato il concetto della proposta del signor Trevisani ed ha nominato membri della commissione da incaricarsi del relativo progetto i signori

Marchese Giuseppe Ignazio Trevisani
Marchese Giuseppe Guerrieri
Cintio Catalini
Michele Benedetti

E’ posto il Sig. Camillo Silvestri che ha proposto che il Consiglio dia sin da ora il nome alla Piazza Maggiore di questa città chiamandola Piazza Vittorio Emanuele II

La proposta del sig. Silvestri è stata ammessa per acclamazione dall’intero consiglio con vivo e prolungato applauso.
Nel passato, all'interno delle mura ci si orientava principalmente attraverso i confini di Contrada.

La numerazione delle formelle (in numeri arabi) è accompagnata dall'identificazione della contrada (in numeri romani).

I - San Martino   |   II - Pila   |   III - Fiorenza   |   IV - San Bartolomeo   |   V - Castello   |   VI - Campolege


La progressione inizia dal Palazzo dei Priori (n.1) e procede snodandosi per tutto l'abitato mai passando due volte nello stesso punto; il percorso si conclude all'inizio di Corso Cefalonia chiudendo l'anello. Le chiese ed altri edifici ecclesiastici non sono numerati.


Ecco perché (esempio) nel tratto iniziale di corso Cavour fino a via Mitarella, il lato oggi dispari va dal n.1534 al n.1547 (salendo) mentre l'altro procede dal n.333 al n.351 (discendendo). Quindi ogni edificio era identificato da un numero civico esclusivo, unico per tutta la città.


Le formelle rinvenute oggigiorno sono state 879, su di un totale di oltre 3251, poiché, successivamente, vennero aggiunti numeri bis e ter. Tale numerazione è stata utilizzata per i catasti del 1809, 1833 e 1870.

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Al più presto saranno inserite le foto delle formelle superstiti

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